Smaltimento amianto


Il cemento-amianto, impiegato in edilizia, è costituito da materiale non friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione, non tende a liberare fibre spontaneamente.
Il cemento-amianto, esposto ad agenti atmosferici, subisce negli anni, un progressivo degrado per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell'erosione del vento e di microrganismi vegetali (muschi e licheni).
Di conseguenza, dopo anni dall'installazione si possono determinare alterazioni corrosive superficiali con affioramento delle fibre e fenomeni di liberazione.

Ecco le tecniche e le fasi d’intervento a cui LEADER SERVICE si attiene, per lo smaltimento dei materiali contenenti Amianto.

  1. RIMOZIONE ETERNIT: le operazioni devono essere condotte salvaguardando l'integrità del materiale in tutte le fasi dell'intervento. Comporta la produzione di una quantità di rifiuti contenenti amianto che devono essere correttamente smaltiti. Comporta la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso. Per la rimozione delle lastre di copertura occorre effettuare sostanzialmente le seguenti operazioni: rimozione dei chiodi di fissaggio, evitando la rottura delle lastre, palettizzazione delle lastre e disposizione dei bancali con le lastre in zona appartata e non transitabile per gli automezzi. I bancali con le lastre in cemento-amianto dovranno essere avvolti in film di polietilene di adeguato spessore, etichettati, e tramite un trasportatore autorizzato verranno conferite in discarica autorizzata unitamente al materiale d'uso (tute, filtri, materiale aspirato), anch'esso insaccato e sigillato.

  2. INCAPSULAMENTO: possono essere impiegati prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale legando le fibre di amianto tra loro e con la matrice cementizia, e prodotti ricoprenti, che formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto. L'incapsulamento richiede necessariamente un trattamento preliminare della superficie del manufatto, al fine di pulirla e di garantire l'adesione del prodotto incapsulante. Il trattamento deve essere effettuato con attrezzature idonee che evitino la liberazione di fibre di amianto nell'ambiente e consentano il recupero ed il trattamento delle acque di lavaggio.
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  4. SOVRACOPERTURA: il sistema della sovracopertura consiste in un intervento di confinamento realizzato installando una nuova copertura al di sopra di quella in cemento-amianto, che viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo. L'installazione comporta generalmente operazioni di foratura dei materiali di cemento-amianto, per consentire il fissaggio della nuova copertura e delle infrastrutture di sostegno, che determinano liberazione di fibre di amianto. La superficie inferiore della copertura in cemento-amianto non viene confinata e rimane, quindi, eventualmente accessibile dall'interno dell'edificio, in relazione alle caratteristiche costruttive del tetto. Nel caso dell'incapsulamento e della sovracopertura si rendono necessari controlli ambientali periodici ed interventi di normale manutenzione per conservare l'efficacia e l'integrità dei trattamenti stessi.

I principali indicatori utili per valutare lo stato di degrado delle coperture in cemento-amianto, in relazione al potenziale rilascio di fibre, sono:

  • la friabilità del materiale;
  • lo stato della superficie ed in particolare l'evidenza di affioramenti di fibre;
  • la presenza di sfaldamenti, crepe o rotture;
  • la presenza di materiale friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua, grondaie, etc.;
  • la presenza di materiale polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di    gocciolamento.
Tutte le operazioni di rimozione del materiale contenente amianto sono eseguite  nel  rispetto della normativa generale in materia di sicurezza sul lavoro e di quella specifica (D. Lgs. 81/08), che disciplina l’attività di rimozione di materiali contenenti amianto.

Il personale presente nel cantiere, estraneo  alle lavorazioni, viene  preventivamente informato e nel corso dei lavori è interdetto l’accesso alla zona lavori; ad ogni operatore sono forniti adeguati D.P.I. come da normativa CEE:

  • Una tuta intera, in Tyvek, (di tessuto atto a non trattenere le fibre),  con  cappuccio,  elastico
       ai polsi e alle caviglie;
  • Sovrascarpe in Tyvek;
  • Caschi protettivi;
  • Scarpe antinfortunistica;
  • Mezzi di protezione individuale delle vie respiratorie;

Al termine dei lavori viene  rilasciata  tutta  la documentazione  attestante  l’avvenuto  smaltimento  del materiale rimosso in Impianto autorizzato.